Rien ne va plus… #NYC-3

IMG-20181101-WA0026Arrivare a New York la notte di Halloween è un po’ come andare a Siena il giorno del Palio: un delirio! Però che bello passeggiare per Times Square a notte inoltrata osservando la fauna variegata travestita da ogni sfumatura di horror!

Ovviamente stamani salta la sgambata con Fulvio a Central Park (tranquilli, ci vado domattina…) e ci troviamo direttamente alle 10 per andare all’Expo a ritirare il pettorale. Già all’interno del Centro Congressi che guarda l’Hudson capisci che clima si respira in città per questo evento. Ci sono un’euforia e un’energia pazzeschi, decine di volontari sorridenti che urlano e suonano campanacci appena scoprono che è la tua prima NY Marathon!

La giornata è splendida, ci sono 16 gradi e il vento gelido della scorsa settimana è solo un ricordo. Ci godiamo una bella passeggiata sulla Highline, un esempio incredibile di riqualificazione architettonica con una ex ferrovia che diventa una passerella tra i grattacieli, attraversando il quartiere di Chelsea fino al White Museum di Renzo Piano. Una puntata al Chelsea Market, che una volta era un mattatoio e adesso ne mantiene l’atmosfera ma è una “food court” impressionante, poi ci spostiamo a sud, verso il World Trade Center.

L’ultima volta che c’ero stato era il 2008 e qui era tutto un cantiere. Adesso non si riconosce. C’è l’One WTC, un grattacielo di 104 piani e oltre 400m di altezza. Ci sono due suggestive vasche a due livelli con l’acqua che scende in maniera continua fino a sparire in un enorme buco centrale, con tutti i nomi delle vittime dell’11.9 stampigliati sui bordi. C’è un museo che è ospitato in una nuova costruzione che da vicino sembra abbastanza banale e incomprensibile, ma se ti allontani non è che un vivido ricordo di una torre che cadendo si scompone. C’è una bizzarra costruzione disegnata da Santiago Calatrava, e che hanno chiamato Oculus, che ospita il WTC Transportation Hub e che è due volte e mezzo più grande del Grand Central Terminal (che a me già sembrava enorme…). C’è tutta New York in questa piazza, con le sue contraddizioni e le sue incoerenze. C’è tutta New York. E ci sono anch’io. E guardi quelle vasche e pensi che a volte, d’improvviso, rien ne va plus

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