Bella di giorno, magica di notte…

Correre è bellissimo. Correre a Firenze ancora di più. Non c’è occasione che cerchi di farmi scappare quando si corre in una delle più belle città del mondo, con la possibilità di passare accanto o sotto a monumenti e opere d’arte che ti levano il fiato da quanto son belle. Ne ho fatte due, una ai primi di marzo e una un paio di settimane fa. Volete sapere come sono andate?

 2.3.2018 ::: Urban Trail Firenze

Primi di marzo. L’Italia è scossa dal freddo gelido del Burian. Le temperature sono precipitate sotto lo zero abbondantemente e la neve e il ghiaccio paralizzano trasporti ed attività. Quindi, mi chiedo, come sarà possibile che si svolga l’Urban Trail, 13 km su e giù per Firenze con questo tempo? Semplice, correndo. E così alle 21 di un venerdi da tregenda, al Piazzale Michelangelo, ci troviamo in più di trecento (non scomoderei gli spartani delle Termopili, ma il numero ci inorgoglisce!). Ci sono sei gradi, in pratica fa caldo, visti gli ultimi giorni! E non piove, dopo una settimana ininterrotta! Qualcuno, lassù, forse ci ama… La vista dall’alto di Firenze è sempre suggestiva, nonostante l’abbia vista decine di volte. Non c’è tempo per ammirare ancora il panorama, si parte! Dal Piazzale si plana subito verso l’Arno, prima per i tornanti di Viale Poggi e poi per Via dei Bastioni. Il primo scorcio è un tuffo nell’adolescenza: la scalinata dove Alessandro Benvenuti e Francesco Nuti giocano a colpire una bottiglia coi sassi in “Ad Ovest di Paperino”. Emozione, e un saluto a Francesco, idolo di quegli anni belli. La discesa dura poco perché una curva secca a destra ci riporta verso San Miniato, con un chilometro di salita che ci mette a dura prova. Qualche scalino e ci infiliamo nel boschetto che circonda una delle chiese più di Firenze. Ci fanno compagnia i passi dei compagni di avventura e le luci tremolanti delle lampade frontali. Il paragone con gli spartani adesso ci sembra quasi reale. Usciti dal boschetto eccoci in Via delle Porte Sante. A sinistra lo splendore di Firenze, sovrastata dalla Cupola del Brunelleschi, a destra, in cima alla maestosa scalinata, la facciata bianca di San Miniato. E’ un attimo, ma vorresti poterlo immortalare dentro di te per sempre! Si riattraversano i Viali dei Colli e si imbocca per Piazza San Miniato passando accanto al Giardino delle Rose. Prima della Piazza una curva secca a sinistra ci riporta ad un’altra salita stroncagambe, che costeggia le Mura di Firenze. Qui è difficile correre, ma si cerca di non mollare! Siamo a 4km ma ci hanno già messo a dura prova.

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La tremenda salita di Via Belvedere

Alla fine di Via Belvedere, di fronte al Giardino Bardini, prendiamo per Costa San Giorgio, passando sotto l’omonima porta. Ancora in discesa, con le pietre lisce rese insidiose dalla pioggia dei giorni precedenti che non ci fanno neppure osservare con calma la casa di Galileo Galilei e già ci troviamo in Costa Scarpuccia e poi in Via dei Bardi. Finalmente un po’ di pianura, mentre attraversiamo il Ponte alle Grazie. 5km, ma siamo sicuri? Sembrano il doppio! Adesso siamo nel cuore di Firenze, e correrci dentro ti mette un’energia smisurata. Prima il Lungarno, con le luci di Ponte Vecchio, poi il Piazzale degli Uffizi, Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria, Orsanmichele, la Loggia del Bigallo, il campanile di Giotto, Santa Maria del Fiore, piazza Duomo, il Battistero, Piazza della Repubblica, il Porcellino, Ponte Vecchio. Tutto in soli duemila metri! Ma le magie non sono finite, perché dopo altri cinquecento metri, ecco che ci troviamo in Piazza Pitti, saliamo verso l’androne e ci infiliamo dentro, per essere proiettati come d’incanto nel meraviglioso Giardino di Boboli! Alla luce solo della frontale lo corriamo in discesa verso Porta Romana lungo il viale della Meridiana, poi lo ripercorriamo in salita fino alla Vasca del Nettuno, per poi uscire stremati sotto le imponenti mura del Forte di Belvedere. Costeggiato il Forte ci troviamo di nuovo a Porta San Giorgio, mancano tre chilometri. Il primo chilometro lo corriamo nella più bella strada di Firenze, via San Leonardo, leggermente in salita fino al Viale Galileo. Qui si può tirare il fiato, allungare la falcata sul terreno finalmente omogeneo, ma il divertimento dura poco. Si piega a sinistra e prendiamo l’Erta Canina, che anche in discesa è una bella gatta da pelare! La facciamo fino alla Beppa Fioraia, passando accanto al Parco della Carraia, ma poi dobbiamo rifarla in salita, con un fondo di borraccino e pietre scivolose. E qui, di correre non se ne parla! Sbucare sul Viale Galileo è la fine di un incubo, ormai ci siamo. Le ultime centinaia di metri servono solo per smaltire un po’ degli ettolitri di acido lattico che abbiamo accumulato. L’arrivo e lo sguardo su Firenze sono il miglior toccasana per la nostra fatica. E se fino a un metro prima pensavi a chi te lo ha fatto fare, un metro dopo chiedi quando ci sarà l’edizione 2019…

 

 

15.4.2018 ::: Mezza Maratona

In realtà questa gara non ci doveva essere. L’ho fissata poco prima della Mezza di Torino. Non mi sentivo abbastanza allenato e dubitavo di poter fare il mio personale (poi sapete com’è andata? Leggete qui…;-)), così mi ero dato una seconda possibilità. Dopo Torino non avevo voglia di stressarmi alla ricerca di un nuovo personale e così ho cambiato obiettivi. Ho deciso di accompagnare Serena nella sua prima Mezza Maratona, facendole da peacer. Il suo obiettivo era finirla, ma essendo uscito un paio di volte a correre con lei secondo me poteva puntare a qualcosa di più… La partenza è sul Lungarno della Zecca e per i primi tre chilometri la cosa più difficile è cercare di non cadere, vista la moltitudine di gente che c’è! Il percorso è bellissimo, molto tecnico e impegnativo. E soprattutto sono due giri, che se da un lato ti aiutano dall’altro tendono a rendere ripetitiva la scena e a toglierti un po’ di emozione per la seconda parte. Lo schema è quello usato a Torino: un terzo, un terzo, un terzo. La prima parte va meglio del previsto, ma non ci facciamo tentare. La seconda va ancora meglio, ma teniamo a freno la mula. Il fondo e la lunghezza inusuale però complicano la vita intorno al quindicesimo, e Serena accusa fastidi muscolari ad una gamba. Ma ha tempra mugellana, e tiene botta. Limitiamo i danni nei due chilometri successivi e poi ricominciamo a recupare negli ultimi quattro, senza ansie. Sotto lo striscione in Piazza Santa Croce il cronometro si ferma a 1:54:54. Un esordio da star!

 

 

 

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